Adriana Lecouvreur, echi del passato
Daniela Dessì interprete attenta all’umanità del personaggio
Non sempre le viole son "l’alito d’aprile". Per Adriana Lecovreur sono alito di morte.Tornata sulle scene del Massimo dopo un lungo intervallo l’opera di Cilea in "prima" sabato sera (repliche fino al 1 marzo),Ha fatto riemergere echi del passato con l’allestimento dell’Opera di Roma per la piena soddisfazione di chi ama ritrovare solidamente riprese le indicazioni del libretto.
A delinearne il percorso breve,ma in lunghi 4 atti,Daniela Dessì, interprete attenta all’umanità del personaggio, di elegante finezza di fraseggio già nell’aria d’esordio, flessibile alla leggerezza di "un soffio è la mia voce" e poi d’intensa accensione dell’incontro con Maurizio di Sassonia.
Di notevole rilievo e in realtà momento focale dell’opera lo scontro fra le due rivali al secondo atto che tocca apici di furente tensione resa con vibrante violenza da Daniela Dessì e da Ildiko Komlosi, principessa di Bouillon e sua antagonista scenica.
E ancora frementi vibrazioni di efficace espressività vocale della Dessì per i "Poveri fiori" dell’atto conclusivo, un pò estenuante invece nel monologo di Fedra.
Lo slancio di Fabio Armiliato dona accenti di partecipe intensità a Maurizio di Sassonia, in particolare a quell’intimo ripiegamento di "L’anima ho stanca" in mobilità di gradazioni dinamiche e nel duetto finale.
Sara Patera - Il giornale di Sicilia
DAME, CICISBEI E BUONE VOCI: "ADRIANA" SECONDO TRADIZIONE
Prova autorevole di Daniela Dessì al Teatro Massimo
In bilico fra spessori veristici e ripiegamenti floreali,con i suoi turgori e i suoi languori, l’Adriana Lecovreur di Francesco Cilea ha attirato sabato sera al Teatro Massimo, ad onta dei concomitanti appuntamenti calcistici e festivalieri, un pubblico più numeroso del previsto.
E l’immutata vitalità teatrale dell’opera, valorizzata da una resa esecutiva di tutto rispetto, ha ripagato l’affezione dei melomani.
Reduce dalla fugace trasferta Sanremese, Daniela Dessì affronta con autorevolezza vocale e scenica un ruolo che tante primedonne hanno reso grande: nei panni della tragedienne e dell’amante in pena, offre il pieno controllo dei propri mezzi, lavora sull’accento e si cala nel personaggio con crescente partecipazione emotiva. Superato lo scoglio del celebre passo della Fedra in forma di melologo, si abbandona infine alla sua mort parfumee con una commozione priva di enfasi (compreso il famigerato "Scostatevi profani! Melpomene son io").
Suo compagno sulla scena e nella vita, Fabio Armiliato sostiene gli sfoghi tenorili di Maurizio di Sassonia, dedicandosi con impegno a una parte congeniale alle sue risorse vocali. Il suo canto è parso più controllato rispetto ad altre recenti prestazioni e l’affiatamento scenico con la Dessì gli consente di plasmare un Maurizio convincente ed appassionato.
Pietro Misuraca - La Repubblica
Entusiasmo alle stelle alla prima recita di Adriana Lecovreur al teatro Massimo di Palermo
Protagonisti assoluti della serata la coppia Dessì-Armiliato che nei rispettivi ruoli di Adriana e dell’amato Maurizio di Sassonia, hanno letteralmente "rapito" il numeroso pubblico palermitano offrendo un’ulteriore prova del loro immenso talento artistico, stilistico-vocale ed interpretativo.
Un altro straordinario successo quindi per questa formidabile coppia della lirica italiana di oggi e di sempre.
Daniela Dessì reduce dalla serata Sanremese che l’ha vista come ospite internazionale al fianco di Francesco Renga la sera precedente, è apparsa in forma smagliante e ha offerto un’interpretazione eccellente sotto tutti i punti di vista, dando un ulteriore sfoggio di tutte le sue grazie canore che l’hanno portata ad essere considerata l’incontrastata regina della lirica mondiale.
Altrettanto si può dire di Fabio Armiliato che in virtù di una presenza scenica catalizzante, sfodera una prestazione di belcanto a tutto tondo arricchita da alcune perle stilistiche, come le sue straordinarie e curate mezze voci, che hanno fatto ricordare ai più i grandissimi interpreti del passato come Pertile e Corelli.
Di assoluto rilievo internazionale l’intero cast, a cominciare dall’affascinante presenza vocale di Idiko Komlosi nella parte della perfida Contessa di Bouillon e dal lodevole Michonnet di Alberto Mastromarino. Buona anche la prova di tutti i comprimari. Ancora funzionale il pur datato allestimento di Rondelli e Cannito. Lo spettacolo si svolto sotto l’attenta e precisa direzione del Maestro Donato Renzetti. L’Adriana Lecovreur palermitana avrˆ repliche per tutto il mese di Febbraio per concludersi con l’ultima recita il giorno 1 marzo.
D.L.B. - GENOVA-ZENA
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